Due giornaliste, con alle spalle 20 anni di ricerche biografiche, hanno deciso di concentrarsi sul variegato mondo femminile, così poco studiato fino a non molto tempo fa e che la storia ha spesso relegato nel dimenticatoio...
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venerdì 5 gennaio 2018

GIUSEPPINA BAKHITA, Santa

(1869 Olgossa, Sudan -  1947 Schio, Vicenza), una santa africana


di Barbara Bertolini

«Dai suor Moreta contéme ncora ela storia. No volemo favole, volemo quea dela sciava nereta». Non si stancavano mai di ascoltare la storia della sua vita questi  benedetti  toseti.
Suor Giuseppina, al secolo Bakhita nome che, come vedremo, non era nemmeno il suo, aveva avuto una vita davvero avventurosa e aveva incontrato sul suo cammino personaggi più  cattivi di Barbablù e Mangiafuoco messi  insieme. Una di quelle storie  che scuotono i sentimenti e fanno versare fiumi di lacrime. Ecco perché i suoi bambini reclamavano in veneto, lingua che aveva imparato venendo in Italia, sempre e solo la storia della sua vita.

martedì 28 marzo 2017

Fabiola GIANOTTI

(Roma, 1960),  scienziata
di Barbara Bertolini

La  prima donna a guidare il CERN, il più grande laboratorio al mondo di ricerca in fisica fondamentale, è italiana. Fabiola Gianotti,  è stata nominata alla guida del “Consiglio europeo per la ricerca nucleare” di Ginevra il 1° gennaio 2016, dopo una carriera che l’ha vista sempre tra i protagonisti indiscussi della fisica contemporanea.

domenica 22 gennaio 2017

Christine de PIZAN - Cristina da PIZZANO

Christine al lavoro
(Venezia 1365 – Poissy, Yvelines, - Francia v. 1430), poetessa, storica, moralista, è la prima autrice a vivere del mestiere di scrittrice

 di  Barbara Bertolini

Cristina nasce a Venezia nel 1365. Il padre Tommaso Benvenuto da Pizzano  è un valente medico e astronomo dell’università di Bologna. Nel 1357 su sollecitazione di un suo collega, Tommaso Mondini,  decide di trasferirsi a Venezia dove ottiene generosi riconoscimenti e l’incarico di Consigliere della Serenissima. Sarà durante il periodo veneziano che sposa la figlia del Mondini. Dalla loro unione nasceranno tre figli, Cristina, Aghinolfo e Paolo.
Cristina, orgogliosa delle proprie origini  ̶  si è sempre definita une femme italienne  ̶   è lei stessa a parlarne ne Le Livre de ladvision Cristine:

domenica 20 novembre 2016

Fiorenza de BERNARDI


(Firenze, 22 maggio1928 - Roma 6.12.2025), pilota di linea, pioniera dell’aviazione

di  Barbara Bertolini
Prima donna pilota di linea commerciale in Italia, prima donna ai comandi del DC-8 e pilota da montagna. Un percorso eccezionale per questa donna nata nel 1928. Ma se da bambina le avessero predetto un sicuro avvenire come pilota, Fiorenza non si sarebbe per nulla stupita. Figlia di un asso dell’aviazione, la vediamo già a tre anni sul suo primo aereoplanino:  un triciclo trasformato dal padre.

venerdì 24 giugno 2016

LE BRIGANTESSE MOLISANE

Anton Romako "Die Brigantessa"

Marta CECCHINO   
Maria Luisa RUSCITTI 
Maria GIANTOMMASO Filomena CICCAGLIONE

di  Barbara Bertolini

  
Nel Sud della Penisola il brigantaggio esplode con virulenza soprattutto dopo l’Unità d’Italia. Un fenomeno che  interessa più di 400 bande armate, con  circa 80 mila uomini alla macchia. Se si aggiungono, però, i fiancheggiatori, le persone direttamente o indirettamente coinvolte nel fenomeno arriverebbero a parecchie centinaia di migliaia, forse anche un milione. Per debellarlo il regno sabaudo impiega dieci anni di violenta repressione, schierando la metà delle forze armate disponibili.

sabato 13 febbraio 2016

Rosa FAZIO LONGO

di Barbara Bertolini

(Campobasso, 6.7.1913 – Roma 17.12.2004), deputata, femminista

Rosetta rilegge attentamente la bozza appena scritta:  le sembra  di essersi espressa in modo chiaro e di non aver omesso nulla. E’ stato chiesto a lei di preparare questa brochure perché,  da quando si è improvvisata giornalista sulle pagine della rivista dell’Udi, la chiarezza e l’essenzialità dei suoi articoli sono state molto apprezzate. Le socie dell’Unione Donne Italiane (UDI), infatti, appartengono a tutti i ceti sociali e non si possono usare, con loro, termini accademici. E lei, ha dovuto per forza imparare la chiarezze e semplicità di esposizione da quando insegna ai suoi studenti romani.

giovedì 19 novembre 2015

Maria CIARRAVANO

di Barbara Bertolini e Anna Maria Cenname

(Salcito (CB) 1904 – Bologna 1965),  anarchica, confinata dal fascismo nelle isole di Lipari e Ponza


Tra le poche anarchiche mandate al confino durante il Ventennio fascista spicca la figura di una molisana di Salcito, Maria Ciarravano. Perché questa donna, di modesta estrazione, viene ritenuta così pericolosa da essere inviata in esilio prima nell’isola di Lipari e poi in quella di Ponza, la destinazione più dura riservata agli irriducibili?  Per scoprirlo bisogna ripercorrere la sua movimentata  vita.

venerdì 18 settembre 2015

Matilde di Canossa o Matilde di Toscana

di  Barbara Bertolini


(Mantova ? marzo 1046  – Bondeno di Roncore, 24 luglio  1115), una delle donne più potenti del Medioevo, feudataria, vice regina d’Italia, magna comitissa, ovvero grancontessa come veniva chiamata 

Era alta, slanciata, desiderabile, con una folta chioma biondo-rossiccia che incorniciava un viso color di giglio e, malgrado ciò,  nessun uomo si sarebbe sognato di allungare lo sguardo su di lei: avrebbe rischiato troppo. La fanciulla era già stata promessa, però, l’uomo che doveva sposare non corrispondeva in nulla ai suoi desideri. Goffredo il gobbo, come dice il suo nome, era, infatti,  un essere informe e ripugnante ma era il figlio del suo padrino, Goffredo il barbuto, e la loro unione avrebbe sancito la continuazione del glorioso casato dei Canossa.

giovedì 26 febbraio 2015

Ippolita d'ARAGONA


Dama del Cinquecento (Bronzino)
di Barbara Bertolini

(Napoli, 1468? - Napoli, dopo il 1529), feudataria

La mattina del  5 ottobre 1498  il conte e la contessa sono a Venafro ed è un giorno particolarmente gravoso per Ippolita d’Aragona. Il marito Carlo Pandone giace nel grande letto, facendo presagire il peggio. La stanza detta della “Torretta”  è la stessa dove era spirato, appena sei anni prima,  Scipione Pandone II° Conte di Venafro, padre di Carlo.  I  medici chiamati a consulto hanno consigliato al giovane, per precauzione, di convocare un notaio per dettare le sue ultime volontà. Nel Castello di Venafro originariamente nato come difesa e che, con i Pandone, è stato trasformato anche in residenza civile,  arriveranno in giornata notai e testimoni. Ed è lei che deve dare istruzioni alla numerosa servitù perché uomini e cavalli siano rifocillati e alloggiati a dovere e tutto si svolga per il meglio.

sabato 22 novembre 2014

Evelyn Mary JAMISON


di Barbara Bertolini

Studentesse a Oxford
(St Helens, Lancashire, Inghilterra 1877 – Londra 1972 ), storica dell’arte e medievalista specializzata nella storia dei Normanni in Sicilia


Ben poche persone hanno sentito parlare, nel bel Paese, dell’inglese Evelyn Jamison. In primo luogo, perché in vita è sempre stata una donna modesta e riservata e, poi, perché il campo in cui si è distinta è noto a pochi studiosi. Senza dubbio, però, la medievalista  straniera ha dato un contributo fondamentale alla ricerca storica dell’Italia del Sud. La presente biografia vuole contribuire a farla conoscere.

giovedì 23 ottobre 2014

Giuditta di Molise


di Barbara Bertolini

(? tra il1191 e il 1201 - ? dopo il 1240), feudataria


Giuditta è ormai prigioniera nel maniero di Roccamandolfi da molti mesi. Un burrone profondo la separa dal mondo. Si è barricata in questa fortezza,  a ridosso di una montagna impervia e che domina tutta la vallata sottostante per  tenere testa al suo imperatore. Il marito è riuscito a fuggire dalla rocca in una notte tempestosa, come solo capitano da queste parti, quando l’ululare dei lupi si confonde con il grido del vento, affidando a lei la resistenza ad oltranza contro Federico II di Svevia. 

sabato 11 ottobre 2014

LE DONNE DEL "DBI", lettera "B"

Continua la nostra ricerca delle donne sul dizionario biografico degli italiani (DBI). La lettera presa in considerazione è la “B”. Essa parte da pagina 785 del quarto volume e si chiude a pagina 668 del 15esimo volume, pubblicato nel 1972. Ci sono voluti ben 9 anni alla Teccani per portare a termine le biografie della seconda lettera dell’alfabeto!  
Come già fatto nella lettera A, basta cliccare sul nome della donna inserita per andare direttamente alla scheda del dizionario della Treccani.


LE DONNE DEL DBI
Lettera “B”  (vol. 4-15)

VOLUME  5 anno 1963     (le donne cominciano solo dal volume 5)

lunedì 22 settembre 2014

Irene GIANNETTI

  
di Barbara Bertolini
(Casacalenda, Molise, 1951),  direttrice generale di struttura ospedaliera in Canada.


Partita bambina da un piccolo paese del Molise, Casacalenda, Irene Giannetti dall’altra parte dell’Oceano ha trovato la sua “America”, un’America che si è costruita con intelligenza, tenacia e grande forza di volontà, qualità tipiche dei figli dell’emigrazione, che l’hanno catapultata alla vetta di uno dei più grandi ospedali di Montréal, Il “Santa Cabrini”. Irene Giannetti è stata, infatti, la prima donna laica ad essere direttore di un ospedale in Canada.

domenica 18 maggio 2014

Sandrine SALERNO

di Barbara Bertolini

(Ginevra, Svizzera 1971), politica svizzera, per due volte sindaca di Ginevra

Donna protagonista del suo tempo, Sandrine Salerno rispecchia in modo esemplare questa espressione, poiché gli aggettivi più usati dai giornalisti per designarla sono: determinata, combattente,  provocatoria, innovatrice.

Figlia di un emigrato siciliano di Catania  e di una francese, sposati in quel ”melting pot” che è la città di Ginevra, una delle più internazionalizzate d’Europa, la ragazza è cresciuta a contatto con un mondo variegato, che accosta eccessi di grande ricchezza e  contesti di marginalizzazione, in particolare quella dell’emigrazione.
Saranno queste diseguaglianze a darle una spinta importante per il suo futuro impegno politico.

giovedì 17 aprile 2014

Ninetta IONATA


di Barbara Bertolini

(Guglionesi, Molise 1887 – S. Paolo del Brasile 1976), missionaria, Madre superiora


Gli acciacchi si fanno sentire e Madre Ninetta, che ha superato gli ottant’anni già da un pezzo, con il piglio risoluto che l’ha sempre contraddistinta, cerca di scacciarli,  ignorandoli. Certo, riconosce di essere stata dotata dal Signore di forte fibra, che le ha permesso di incamminarsi su un sentiero arduo, faticoso,  ma pieno di grandi soddisfazioni. 


Ne è passato di tempo da quando, giovane suora, il Santo Padre le chiese se si sentiva pronta per una missione caritatevole dall’altra parte dell’Oceano e lei rispose: «Se io vengo mandata, farò la volontà di Dio».

Non può far a meno, ora, di ripercorrere il lungo cammino della sua esistenza che l’ha condotta da Guglionesi, un piccolo paese affacciato sull’Adriatico, in varie regioni italiane, poi nelle Americhe e, infine, in tutto il mondo, per portare avanti l’opera intrapresa da Santa Lucia Filippini.

Non rammenta nemmeno con esattezza tutte le scuole che ha aperto in tre continenti.  Ma i ricordi dell’infanzia, quelli sì, ora che ha tempo di pensare, rivivono con nitidezza nella sua mente. 

lunedì 31 marzo 2014

Aline AUBIN BATTISTELLI


di Barbara Bertolini

Dama dell'Ottocento
(Poitiers, Francia 1820, Campobasso 1890), educatrice, fondatrice nel Molise del primo educandato per fanciulle

Non è italiana Aline Aubin, ma merita ampiamente la cittadinanza onoraria  per la sua attività di pioniera dell’emancipazione femminile nel Molise.

Aline nasce in un’agiata famiglia di Poitiers (Francia),  nel 1820, da Jacques e Rose de Vidal. Fino a cinque anni la bambina cresce nel benessere, circondata dall’affetto di una numerosa famiglia e dalle attenzioni di una nutrita servitù.

Sul trono di Francia, Carlo X nel 1824 succede al fratello Luigi XVIII. Egli instaura ben presto un regime autoritario che gli vale prima una grande impopolarità e poi la perdita del regno. Non valutando appieno gli effetti della Rivoluzione francese sui suoi concittadini, infatti, nel 1830 promulga delle leggi che dissolvono la Camera, modificano la Carta e sopprimono la libertà di stampa. La reazione del popolo non si fa attendere ed è violentissima: Carlo X è costretto ad abdicare e ad abbandonare la Francia. Morirà in esilio sei anni dopo.

Alla piccola Aline del suo re non importa proprio nulla, occupata com’è a giocare con le bambole di pezza o quelle bellissime con il viso di ceramica di Sèvre che il papà le ha appena portato. Non sa, invece, che questi avvenimenti cambieranno totalmente il  suo destino. Probabilmente Jacques, il padre, è un realista perché è costretto, in seguito a questi moti, a lasciare precipitosamente la Francia con la famiglia al seguito.

sabato 22 marzo 2014

Costanza di CHIAROMONTE o CHIARAMONTE


di Barbara Bertolini

(Sicilia 1377 circa– Riccia, Molise 1424?), regina di Napoli ripudiata

Le parole del conte suo padre la lasciano meravigliata e confusa. Per la prima volta nei suoi nove anni di vita, l’ha fatta chiamare nella grande sala delle cerimonie del sontuoso palazzo palermitano, al cospetto di tutta la famiglia, per annunciarle la lieta novella: sarà regina, regina di Napoli.  Una girandola di pensieri si accavallano nella sua mente. Cosa vuol dire? Deve piangere? Essere contenta?  Anche i fratelli, Andrea e Filippo, in genere così avari di complimenti, l’abbracciano felici, augurandole numerosa prole. Per Manfredi III di Chiaromonte, conte di Modica e di Malta, ammiraglio e vicario generale del Regno di Trinacria, è stato un grande onore ricevere la richiesta di matrimonio da parte del 12enne Ladislao d’Angiò Durazzo,  che il 7 marzo del 1387,  dopo la morte del padre Carlo III, è diventato re di Napoli. La regina madre Margherita, che fa le veci del figlio, aspettando la sua maggiore età, e che conosce le fortune del Conte di Modica signore di gran parte della Sicilia, ha, infatti, mandato gli ambasciatori a Palermo a trattare il matrimonio tra la bella Costanza e il figlioletto Ladislao per cercare di salvare, con i soldi della dote, il suo traballante trono. Il  siciliano, discendente come i Durazzo dalla stirpe capetingia dei re di Francia, ha acconsentito, anche perché spera con questa alleanza di avere l’appoggio dell’armata durazziana per conquistare successivamente tutta la Sicilia.

domenica 9 marzo 2014

Francesca CORSI

di Barbara Bertolini
(Port Arthur, Texas, USA 1934 – New York 2003), arpista


La storia dell’arpista Francesca Corsi ne racchiude, in effetti, due: la sua e quella di suo padre Michele, emigrato in America dal Molise: due storie molto interessanti. Ed è di queste che  voglio raccontarvi.
Michele, padre di Francesca, nasce a Casacalenda all’inizio del ‘900 ed emigra con la propria famiglia in America all’età di 13 anni. L’attraversata dell’Atlantico lascia un segno indelebile nel giovane molisano: anche lui vuole diventare navigante. E per realizzare questo sogno lavora e studia duro. Riesce, infatti, a riscattare la sua condizione di miseria diventando capitano di una nave. Durante la Seconda guerra mondiale la sua imbarcazione è silurata dai giapponesi nel Pacifico del Sud. Riesce a sopravvivere per dodici giorni  aggrappato ad un rottame prima di essere tratto in salvo. L’unica cosa che gli rimane in mano del suo bastimento, prima di finire in acqua, è il sestante. Oggetto simbolo del suo riscatto sociale e che sarà poi il portafortuna di questo marinaio dal carattere gioviale e “sciupafemmine”,  che porterà sempre con sé, anche nella tomba (lo chiede espressamente nel testamento). 

venerdì 7 marzo 2014

Maria d'ARAGONA

di Barbara Bertolini

(Toscana 1874 – Torre di Lago Puiccini 1944) scrittrice, giornalista


In un pittoresco paesino del Molise abbiamo documentato una delle più belle storia d’amore sbocciata tra un giovane e geniale giornalista e una nobildonna toscana.
Florindo Scasserra, nato a Roccamandolfi nel 1881, a soli 18 anni pubblica il suo primo lavoro letterario, L’uomo conosce l’uomo. Due anni dopo, nel suo paese natale, fonda e dirige “Italia Moderna”, rivista quindicinale letteraria, artistica, scientifica. Per il suo giornale, l’audace giovane riesce ad ottenere la collaborazione di personaggi illustri, che apprezzano le idee del molisano. Infatti, collaborano al giornale non solo letterati quali Antonio Fogazzaro, Francesco d’Ovidio, Baldassarre Labanca, Edmondo de Amicis, ma anche tante scrittrici in auge allora come Clelia André, Diana Toledo, Gemma Giovannini ecc...

Ed è proprio sulle pagine di questa rivista che nasce l’ammirazione, poi l’amore tra due menti elevate: Florindo e Maria d’Aragona che finiscono per innamorarsi perdutamente solo attraverso la scrittura.
L'affascinante Florindo Scasserra

Nel numero del 20 dicembre del 1900, che trovo alla Biblioteca “Albino” di Campobasso, Florindo, nella rubrica “Posta” fa varie richieste ai suoi collaboratori e, in ultimo, sollecita la sconosciuta Maria a rispondere alla sua lettera. Questo fatto mi indica che a quella data i due hanno rapporti di sola collaborazione.
Maria d’Aragona, nata nel 1874, aveva sette anni in più di Florindo. Essa era discendente della nobile famiglia toscana dei Gherardi-Piccolomini ed aveva vissuto in Toscana un’infanzia e una gioventù dorate fino al tracollo finanziario della sua famiglia.


venerdì 28 febbraio 2014

Norina GRECO (vero nome Eleonora)

 di Barbara Bertolini


(Montorio nei Frentani, Molise 1915 – Pescara 2007), cantante lirica

E’ una notte lunghissima, l’ultima trascorsa a fissare nella mente tutti i particolari della casa dove è venuta alla luce. Da domani, infatti, non la vedrà più. L’armadio di legno massiccio, il comò della nonna, i comodini alti con la rifinitura in marmo, la tenda ricamata, ogni dettaglio è guardato e riguardato per non dimenticarlo. Le poche cose che possiede sono tutte sistemate in una piccola valigia ai piedi del letto. Affianco, suo fratello Costanzo si muove nervoso tra le lenzuola, anche lui ha avuto una notte agitata, con bruschi risvegli.