di Barbara Bertolini
(Port Arthur, Texas, USA 1934 – New York
2003), arpista
La
storia dell’arpista Francesca Corsi ne racchiude, in effetti, due: la sua e
quella di suo padre Michele, emigrato in America dal Molise: due storie molto interessanti.
Ed è di queste che voglio raccontarvi.
Michele,
padre di Francesca, nasce a Casacalenda all’inizio del ‘900 ed emigra con la
propria famiglia in America all’età di 13 anni. L’attraversata dell’Atlantico
lascia un segno indelebile nel giovane molisano: anche lui vuole diventare
navigante. E per realizzare questo sogno lavora e studia duro. Riesce, infatti,
a riscattare la sua condizione di miseria diventando capitano di una nave.
Durante la Seconda guerra mondiale la sua imbarcazione è silurata dai
giapponesi nel Pacifico del Sud. Riesce a sopravvivere per dodici giorni aggrappato ad un rottame prima di essere
tratto in salvo. L’unica cosa che gli rimane in mano del suo bastimento, prima
di finire in acqua, è il sestante. Oggetto simbolo del suo riscatto sociale e che sarà poi il portafortuna di
questo marinaio dal carattere gioviale e “sciupafemmine”, che porterà sempre con sé, anche nella
tomba (lo chiede espressamente nel testamento).
